VENERDI 20 MAGGIO 2022 SCIOPERO GENERALE CONTRO LA POLITICA E L'ECONOMIA DI GUERRA!

 

CONCENTRAMENTO LARGO PERTINI, (VICINO A PIAZZA DE FERRARI, PRESSO LA STATUA DI GARIBALDI) DALLE ORE 10 ALLE 10.30, INVITIAMO TUTTI I COMPAGNI A PARTECIPARE NUMEROSI DIETRO IL NOSTRO STRISCIONE

 

 

20 maggio: allo sciopero contro la politica e l’economia di guerra!

Venerdì 20 maggio vi sarà uno sciopero nazionale di tutti i lavoratori dipendenti privati e pubblici contro la politica e l’economia di guerra imposte dal governo Draghi e dalle forze che lo sostengono.

Lo sciopero per l’intera giornata è stato proclamato unitariamente da diverse associazioni sindacali conflittuali e di base e vede l’adesione di numerose realtà politiche e sociali. Vi saranno manifestazioni nelle principali città (Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari, etc.).

Lo sciopero è la risposta da dare di fronte al carovita e alla perdita del potere di acquisto del salario, alla ripresa di cassa integrazione e licenziamenti, al peggioramento delle condizioni di lavoro, alla politica guerrafondaia e reazionaria del governo capeggiato dal banchiere Draghi. Un governo che incrementa le spese militari a scapito di quelle sociali, che determina con le sanzioni gravi ripercussioni sulle masse popolari, che aumenta la repressione e la militarizzazione dello Stato e della società.

I lavoratori sfruttati non devono pagare le conseguenze della guerra e della crisi capitalista! Gli interessi politici ed economici, i diritti e le libertà democratiche della classe operaia vanno difesi in modo intransigente!

E’ ora che la classe operaia e i lavoratori sfruttati riprendano a scioperare e scendere in piazza contro un governo oligarchico che per partecipare alla guerra per una nuova divisione del mondo ci sta portando alla rovina.

Solo la mobilitazione politica e pratica delle masse lavoratrici può fermare le criminali politiche dell'imperialismo.

Dunque, priorità alla lotta e a una piattaforma che esprima le esigenze urgenti e vitali della classe operaia, sviluppando la partecipazione unitaria dalle fabbriche al territorio, rafforzando la solidarietà internazionale dei lavoratori.

Su queste basi occorre sostenere e moltiplicare gli episodi di lotta e di agitazione, le assemblee, le manifestazioni, gli scioperi come quello del 20 maggio: sono i passaggi di una mobilitazione di massa che si deve estendere e rafforzare per divenire politica e generale.

Il capitalismo è sfruttamento e guerra per definizione. La risposta da dare alla borghesia imperialista, agli opportunisti e ai collaborazionisti è oggi l’unità di azione di tutte le forze combattive del movimento operaio e sindacale.

Occorre legare strettamente la resistenza contro l’aumento dello sfruttamento, i licenziamenti di massa e politici, il precariato e la miseria, all’opposizione contro il coinvolgimento del nostro paese nella guerra in corso, contro il dilagante militarismo, per l’uscita dalla NATO e da ogni altra alleanza bellicista.

Né un soldato, né un euro, né un’arma per la guerra imperialista! Lottiamo per strappare più pane e più libertà per i lavoratori, per la pace tra i popoli!

Via Draghi e i fautori di guerra dal potere! Il vero nemico dei lavoratori è dentro casa!

Lavoriamo per l’unità di lotta della classe operaia! Sviluppiamo l’organizzazione comunista per ricostruire il Partito che guiderà la lotta di liberazione del proletariato dalle guerre e dallo sfruttamento capitalistico!

16 maggio 2022

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

 

Leggi il comunicato CUB

 

 

                      20 MAGGIO : ABBASSATE LE ARMI E ALZATE I SALARI

USB ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE INDETTO DAL SINDACALISMO DI BASE

Genova ore 10:30 concentramento in Largo Pertini e presidio in Prefettura.

Dopo lo sciopero del 22 aprile scorso che ha visto sfilare per Roma una manifestazione nazionale partecipata e combattiva, fatta di operai e studenti sotto lo slogan “via il governo della guerra e del carovita”, l’USB ha deciso di dare la sua adesione allo sciopero generale dei settori pubblico e privato indetto dal sindacalismo di base per il 20 maggio prossimo.

Abbiamo ben presente l’impegno che comporta uno sciopero generale e le condizioni complesse in cui questo oggi cade; tuttavia, riteniamo importante dare un segnale di continuità alla mobilitazione contro il governo Draghi, contro il riarmo dell’UE e contro la guerra.

“Niente sarà come prima”, ci siamo detti durante i giorni del lockdown, consapevoli che questa classe dominante avrebbe sfruttato la pandemia per avviare un profondo processo di ristrutturazione economico e sociale; nondimeno stanno imprimendo un’evoluzione drammatica che già oggi è pagata duramente dai settori sociali più deboli e dalle popolazioni coinvolte nella guerra.

Il recente vertice NATO conferma che l’allargamento del conflitto è una delle opzioni seguite concretamente dall’UE e dagli USA. Sulla stessa linea si pone il governo Draghi rendendo nei fatti l’Italia un paese belligerante, nonostante l’opinione contraria della maggioranza della popolazione che ben comprende il prezzo umano e sociale che le si prospetta davanti.

ALZATE I SALARI - È la nostra risposta a 30 anni di moderazione salariale imposta dall’UE, da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. Solo nell’ultimo decennio il salario dei lavoratori ha perso il 6% a questo risponde un’inflazione che negli ultimi mesi corre al 6,7% rendendo ancora più poveri i lavoratori e i padroni sempre più ricchi.

ABBASSATE LE ARMI - Il riarmo dell’UE e la spedizione di armi all’Ucraina, infatti non solo allontanano la pace, ma per di più sottraggono risorse allo stato sociale, senza contare l’aumento degli idrocarburi, materie prime e semilavorati che il padronato farà pagare ai lavoratori con licenziamenti, attacco al salario e inflazione.

Nella storia, anche recente, il movimento dei lavoratori ha lottato duramente contro chi voleva convincere lavoratori e lavoratrici ad arruolarsi nei conflitti. Fermare questa guerra o comunque portare l’Italia fuori dal conflitto costituisce una priorità anche perché il clima di guerra è funzionale ad aumentare la pressione sui lavoratori e a restringere gli spazi di libertà.

Come USB faremo la nostra parte lavorando alla costruzione di momenti e alleanze ampi e sostenendo le iniziative che mirano a contrastare le politiche di guerra e antioperaie.

È con questo spirito che, anche a Genova sosteniamo lo sciopero del 20 maggio convinti che sia necessario unire la maggioranza del nostro Paese che è contro la guerra, contro l’aumento delle spese militari e contro la vendita e l’invio di armi che alimentano il conflitto.

SCIOPERO GENERALE VENERDI 20 maggio 2022

CUB COBAS SI COBAS USB

ore 10:30 concentramento in Largo Pertini e presidio in Prefettura.


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